‘LA’ zuppa di pesce!!

Ciao amici,

Nel fine settimana abbiamo più tempo e/o più ospiti, le giornate sono più lunghe…

LA zuppa di pesce è un piatto che si gode sia a pranzo che a cena, quindi siete ancora in tempo!!!

Un paio di candele o due fiaccole, la tavola apparecchiata all’aperto, un buon bicchiere di vino e si aprano le danze!!

In pescheria, quella di fiducia, ho acquistato principalmente italiano!

La ricetta prevede dosi per 4 persone :

8 mazzancolle intere,

4 canocchie,

2 triglie,

2 gallinelle di scoglio,

1 scorfano,

1 kg di cozze,

600 gr di vongole

1 seppia , con sacca di nero.

Due latte di polpa di pomodoro,

un tubetto di triplo concentrato di pomodoro,

vino bianco per sfumare,

peperoncino, aglio e prezzemolo.

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La preparazione segue un procedimento specifico, i muscoli, i pesci e i crostacei non devono essere cotti nello stesso momento, altrimenti sarà una poltiglia di mare.

Buttiamo in casseruola le vongole, accendiamo la fiamma e man mano che si apriranno dovremo estrarle. Una volta estratte tutte, mettiamo da parte l’acqua ricavata.

Nella stessa casseruola inseriamo anche le cozze, estraiamo ciascun muscolo non appena si aprirà il guscio. Mettiamo da parte l’acqua.

Togliere ciascun  frutto di mare man mano che si aprono i gusci gli permette di non stracuocere e diventare gommoso.

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Nel frattempo taglieremo a listarelle la seppia, precedentemente pulita, terremo da parte la sacca di nero e il cervello.

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Eliminiamo solo il carapace delle mazzancolle e asportiamo gli intestini.

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In una cassurola, versiamo un filo d’olio, lo spicchio d’aglio schiacciato e del peperoncino, facciamo soffriggere e inseriamo la seppia che avrà bisogno di maggior tempo di cottura.

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Rosoliamo e sfumiamo con vino bianco.

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Una volta evaporato l’alcole, inseriamo il pomodoro, il concentrato, il nero e il cervello della seppia, lasciando cuocere 15 minuti.

Nel frattempo coleremo almeno due volte l’acqua ottenuta da cozze e vongole.

Eviteremo la sabbiolina sotto i denti; Rovinerebbe tutto il piatto.

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Dopo di che verseremo nel sugo, avrà la stessa funzione del brodo in altre preparazioni. Questo passaggio oltre che conferire il fantastico gusto di mare ci eviterà di utilizzare sale aggiunto!

Trascorsi i 15 minuti inseriamo i pesci a partire dallo scorfano, lasciamo cuocere altri 10 minuti.

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In ultimo inseriamo mazzancolle e canocchie, un paio di minuti di pazienza e potremo aggiungere le cozze e le vongole, di cui ho tenuto i gusci più belli.

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Una spolverata di prezzemolo … et voilà les jeux sont fait!

In accompagno ho scelto una polenta bianca, ottima per raccogliere tutto il sughetto della zuppa, in alternativa sono ottimi i crostoni di pane casereccio pucciati!!

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E’ un piatto che non porta via più di 40 minuti, se benfatto!

Dieta?? Mai sentita questa parola..

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Una vita di…

…GUSTO.

La parola chiave è : gusto,

ciao amici!

Dovendomi adattare ad una cucina povera di sale punto a maggior ragione sulla qualità della materia prima.

Oggi ho cucinato un piatto unico:

pollo alla diavola e patate novelle al forno, ma visto che il mio regime alimentare prevede verdura a volontà, ho preparato anche una vellutata di zucca.

Donne! Non abbiate paura del carboidrato, è nostro amico!

Il mio pasto prevede :

Vellutata di zucca, a volontà;

300 gr di patate novelle, non avendo consumato né primo né pane;

100 gr di coscia di pollo CON PELLE! Non fate sforzi inutili nello scartarla, poi mi rimanete fino alla fine della cena a fissare la parte più buona pensando : posso o non posso? POTETE!

150 gr di frutta.

Vi pare poco?

Partiamo dalla zucca, io l’avevo cotta in forno e quella avanzata stipata nel freezer, una volta scongelata la tagliamo, la inseriamo in un pentolino aggiungiamo acqua e il dado Rega® vegetale fatto in casa —> presto la ricetta.

Portiamo a bollore e nel momento in cui la zucca inizia a sfaldarsi, con il mini pimer rendiamo il tutto una crema, aggiungiamo pepe e basilico.

Non è necessario l’olio ma se volete, aggiungetene un cucchiaino da thè a crudo.

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Per il pollo la procedura è poco più lunga..

Io ho il coltello per disossare, ma se non ne avete uno, in macelleria vi aiuteranno di certo, quindi eliminate o chiedete venga eliminato l’osso.

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Una volta ottenuta una ‘fetta di coscia di pollo’ preparate una teglia su cui appoggiate una griglia, durante la cottura colerà il grasso come per il vero pollo alla diavola.

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Massaggiate con pepe appena macinato e rosmarino,  infornate in forno ventilato a 180°.

Lasciate cuocere 30/40 minuti a seconda di quanto sono grandi le ‘fette’.

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Nel frattempo immergete in acqua bollente le patate novelle sbucciate, e lessatele, dopo di che scolatele e inseritele in una teglia da forno, insaporite con olio, io ne ho usati 2 cucchiaini da thè, rosmarino e pepe. Inserite in forno ventilato a 180°.

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Una volta ultimata la cottura del pollo, inseritelo nella teglia con le patate e.. grill a manetta.

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Sale? Meglio se iodato e meglio ancora se aggiunto a metà cottura o una volta impiattato il cibo.

Questo perché si riduce l’assorbimento del sale nel cibo che andremo a gustare.

Frutta??

Fragole e kiwi.

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Vostra R.

Enjoy

Nessuna ricetta per oggi…

Un assaggio di vita…

Quest’ultimo mese non ho aggiornato il blog e non ho cucinato.

Mi sono dedicata un pò alla mia vita e ho avuto molto da studiare…

Ho messo a dura prova corpo e psiche, comprese le mie reazioni davanti a del cibo che ai più – anche a me inizialmente – sembra spazzatura per quanto è sano.

Devo confessarvi che non è stato facile, ho accettato di assaporare il gusto del cibo che avevo nel vassoio, senza troppe elaborazioni e senza – apparentemente – sapore.

Mi sono adattata ad avere olio e grana pesati, non si parlava più di “sformaggiata” sulla pasta – mezzo kg di grana o parmigiano, di quelli buoooni – nè tantomeno del mio olio sardo messo senza misura su cibi cotti e crudi…

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Ho deciso di affidarmi ad una struttura d’eccellenza,e ho realizzato che nella vita voglio stare in cucina con gusto e rispetto.

L’ultimo mese è volato, ho avuto tantissime attività tra cui camminate tra le montagne, di quelle che non ho mai fatto e che la prima volta mi hanno terrorizzata.

Però ho adorato questi luoghi, le cuffie nelle orecchie per spronarmi, le risate con gli istruttori e con i compagni, la sensazione di felicità dopo lo sforzo.

Devo confessarmi.. Avevo dimenticato tanta gioia.

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Oltre all’attività fisica, il grosso del lavoro è stato il confronto settimanale con il dottore, con il dietista e con tutti gli operatori e i loro corsi.

Corsi che mi hanno aperto gli occhi ma senza integralismi.

Ho capito che sedersi a tavola è un lusso, e avere qualcosa nel piatto lo è ancora di più, quel qualcosa sono 1650 kcal :

  • primo,
  • secondo con contorno – pane,
  • frutta.

Ho imparato che per raggiungere la sazietà ci vogliono almeno 20 minuti, e non perchè mastichiamo 52 volte.

Ho imparato che bisogna alzarsi da tavola SAZI.

La ”trasgressione” non è altro che una carezza metabolica, sembrerà una frase da romanzi Harmony, e invece no…

Vivere di restrizioni non fa altro che farci cadere; Mentre mangiare di tanto in tanto con sapore quei cibi che se consumati ogni giorno ci portano a perdere di vista la salute, fa solo che bene.

In questo mese, si può dire di clausura, ho scoperto che bisogna arrangiarsi, che ci vuole tolleranza e che ci vogliono degli obiettivi. Non dei miei, pianificando ogni settimana dell’anno senza considerare gli imprevisti per poi ritrovarmi con ”giù le braghe” .

Gli obiettivi devono essere ragionevoli, collocati nel tempo e nello spazio.

Il mio obiettivo da oggi, è quello di proporvi una cucina semplice, adatta a tutti, che comprenda ogni nutriente a partire dal carboidrato.

Continuerò con i miei esperimenti e man mano che ci avvicineremo alla bella stagione cercherò di suggerirvi come mi alimento io.

Lo sapevate che la PARMIGIANA DI MELANZANE è UN SECONDO??

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Da oggi torno in cucina e sono sicura che con gusto…Si ottiene tutto.

Vostra R.

– Un grazie speciale alle mie compagne di stanza, tutte. –

Inghilterra, RYE, ricordi…. Thè all’inglese!

Ciao amici!!

La giornata è uggiosa e devo dire che la voglia di bere un buon Thè nero accompagnato dai mitici Scones lisci o con uvette, si è fatta insistente.

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Il Thè e questi ”dolci” a metà tra il biscotto e il paninetto evocano i ricordi della mia infanzia trascorsa in Inghilterra, ricordo quanto mi piacesse andare in escursione a RYE e all’ora del Thè fermarci nella Bakery vicino alla chiesa per sorseggiare il classico Thè all’inglese con i meravigliosi Scones farciti con panna montata e confettura di fragole.

Ecco, gli inglesi per questi sfizi sono meravigliosi.

Oggi dopo pranzo ho deciso di dedicare mezz’ora alla preparazione e la cottura degli scones.

Ho usato :

500 gr di farina 0,

100 gr di burro,

una bustina di cremortartaro,

4 gr di bicarbonato,

300 ml di latte intero,

una manciata di uvetta sultanina disidratata.

Per farcire:

riccioli di burro,

confettura di lamponi.

La preparazione, credetemi, è facilissima!

In una boule, inseriamo farina, cremortartaro, bicarbonato, burro e zucchero e iniziamo a incorporare con le dita il burro nella farina, procedendo con la sabbiatura, successivamente pratichiamo un foro al centro e versiamo il latte.

Ho scelto il cremortartaro unito al bicarbonato perchè, nel dolce rimane insapore, e nella cottura inodore, a differenza dell’ammoniaca per dolci che risulta fastidiosa.

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Con un cucchiaio di legno cominciamo ad amalgamare, il gesto è rotatorio, raccogliamo il “secco” e lo amalgamiamo agli ingredienti liquidi. fino ad ottenere un impasto sodo ma appiccicoso.

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Ci spostiamo su un piano di marmo o legno e impastiamo, delicatamente, fino a raggiungere un impasto facilmente sfogliabile e piuttosto liscio. Dividiamo l’impasto in due parti e con un matterello stendiamo la prima sfoglia di almeno 1 cm di spessore.

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Dopo aver steso l’impasto coppiamo, con un coppapasta circolare.Ho aggiunto le uvette disidratate e rinvenute in acqua tiepida solo dopo aver ottenuto l’impasto, ho evitato che in cottura, lievitando si sedessero sul fondo del disco.

Spennelliamo i dischi con uovo e latte.

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Inforniamo in forno preriscaldato  ventilato a 180° per 20 minuti, fino a doratura.

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E poi, una bella tazza di Thè nero …

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Inutile dirvi quanto sia soddisfacente una merenda di questo tipo, specie se in giornate grigie come quella di oggi.

PDZ… Niente paura, leggete qui sotto.

Ciao amici!!

Come promesso vi parlo della famosa PDZ!!!! Nient’altro che pasta di zucchero!

Qualche anno fa, nel pieno della moda era un elemento della pasticceria, specie quella creativa, necessario.

Oggi se ne sente parlare meno, anche perchè il suo gusto al palato di un pubblico abituato alla pasticceria tradizionale, risulta stucchevole.

Io la impiego in sottilissime sfoglie e solo in occasioni in cui mi posso sbizzarrire sulla parte estetica senza infrangere alcuna regola della pasticceria tradizionale.

La pasta di zucchero, ha un costo elevato se comprata in supermercato, ma se confezionata in casa noteremo che i costi saranno visibilmente contenuti.

Consideriamo le dosi per mezzo kg :

500 gr di zucchero a velo,

30 gr di acqua,

5 gr di colla di pesce,

50 gr di glucosio.

Coloranti alimentari.

Intanto acquistiamo lo zucchero semolato bianco, inseriamo nel frullatore la dose indicata e via!!!!

Sì, lo zucchero al velo possiamo ottenerlo in casa, senza sforzo ad un costo bassisimo.

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Durante la spesa, avremo reperito la colla di pesce in fogli e un tubetto di glucosio, che al contrario della pasta di zucchero subisce una lavorazione complessa e lunga, per cui servono attrezzi e tempo che non tutti abbiamo, ad esempio è indispensabile il termometro per dolci.

Per i temerari posterò un articolo in cui spiego tutti i passaggi per ottenere un glucosio da Oscar!

Mettiamo in ammollo in acqua fredda la gelatina non più di 5 minuti, altrimenti si sfalderà.

Intanto pesiamo il glucosio e scaldiamo la dose d’acqua per la nostra preparazione. Io mi sono aiutata con il bollitore elettrico.

Una volta che la colla di pesce si sara ammorbidita la strizziamo e la inseriamo nell’acqua mescolando, successivamente inseriamo il glucosio.

Su un piano di legno formiamo una fontana di zucchero al velo e iniziamo ad incorporarlo nel liquido.

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Dopo aver incorporato lo zucchero nel liquido otterremo una massa piuttosto appiccicosa, niente paura grazie all’aiuto del piano in legno, un po’ di umidità verrà assorbita.

Continuando a lavorare l’impasto man mano diventerà sempre più lucido e fine.

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Diatriba tra colori alimentari :

Liquidi?

In crema?

In polvere?

Ognuno di questi ha dei lati positivi e negativi, io personalmente mi trovo davvero bene nel dipingere con i colori liquidi, mi sembra di tornare bambina ripensando a quando utilizzavo gli acquerelli;

Per quanto riguarda i coloranti in crema trovo che siano ideali nel caso in cui la PDZ sia più dura, aiutano ad ammorbidirla. I colori inoltre risultano molto più intensi, ne basta davvero una punta di stuzzicadenti per conferire una bella tinta all’impasto;

I coloranti in polvere invece, possono essere d’aiuto nel caso in cui l’impasto risulti un po’ lento.

Attenzione! Non eccedete nelle dosi, aggiungete poco colorante alla volta e lavorate bene le porzioni di impasto, così potrete raggiungere più facilmente la tonalità di colore che vi piace.

Questa tortina è ispirata alle Ortensie…

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A prestissimo per la ricetta…

Si gusta all’ora del Thè!

Un guscio di cioccolato per Pasqua..

Ciao amici!

Sono stati due giorni intensissimi di lavoro con il cioccolato.

In vista di Pasqua non potevo non mostrarvi delle idee per confezionare le uova per i vostri cari! Ho notato che le mie sono molto contese, invece del solito uovo di Pasqua industriale, potrete sbizzarrirvi utilizzando materie prime di alto livello, tutta la vostra creatività e spenderete molto, molto meno ottenendo grandissime soddisfazioni!

E’ necessaria tanta pazienza e voglia di sporcarsi, potrebbe essere il gioco ideale per i più piccoli che per un pomeriggio si trasformeranno in artisti e Maitre Chocolatier.

Gli ingredienti per l’uovo di Pasqua sono :

Tempo,

Pazienza,

Fantasia

e dulcis infundo …

Il cioccolato!

Scieglietene la marca che più preferite, ma non lesinate, più sarà scadente la materia prima più sarà difficile temperare il cioccolato e ottenere un prodotto solido, che non si buchi e che non cristallizzi.

Io ho acquistato :

500 gr di cioccolato fondente oltre il 52%,

400 gr di cioccolato bianco finissimo,

200 gr di cioccolato al latte.

Non mescoleremo i tipi di cioccolato perchè a seconda del nostro estro creativo potremmo stratificarli.

Oltre al cioccolato è bene munirci degli appositi stampi, li possiamo trovare nei negozi di fornitura alberghiera o anche online.

Io ne ho di diverse misure, per uova da 350gr, 500gr e 750gr.

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Fondiamo a bagnomaria il cioccolato, questo eviterà il crearsi di una camera di vapore che inficerebbe la preparazione.

Se abbiamo un piano di marmo, possiamo temperare il cioccolato più agevolmente.

Temperare significa lavorare e stendere con l’ausilio di una spatola in silicone semi rigida la nostra massa liquida, tutto senza incorporare aria dando lucentezza e brillantezza al cioccolato.

L’ideale sarebbe avere un termometro digitale o a sonda da utilizzare per controllare le temperature.

Il cioccolato prima di essere lavorato sul marmo o in assenza in una teglia deve avere raggiunto i 40°/47°, dopo averlo lavorato i 25° per poi riversarlo nella bastardella e procedere con il bagnomaria riportandolo a 34°.

Una volta superato questo primo ostacolo possiamo versare il cioccolato temperato negli stampi rigidi…

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Attraverso un movimento rotatorio copriamo di cioccolato tutte le estremità, coliamo l’eccesso di liquido e capovolgiamo gli stampi, lasciamo indurire per 10 minuti; Dopo di che versiamo altro cioccolato fuso, così da ottenere uno spessore maggiore.

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Inseriamo in freezer per un paio d’ore prima di sformarlo.

In questa fase ci tornerà molto utile l’aver temperato il cioccolato. Considerando che la temperatura di casa mia è di 19° e quella del freezer -18 se non temperassi il cioccolato, si bucherebbe, per via dello shock termico oltre che a causa dei grassi del cioccolato che non saranno ben distribuiti.

Trascorse le due ore in freezer, capovolgendo lo stampo noteremo che le metà d’uovo completamente solidificate sembreranno staccate dallo stampo e con un colpetto ecco che fuoriusciranno.

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Per unire le due metà si possiamo spennellare i bordi con del cioccolato semi liquido, e con un gesto deciso procedere al fissaggio delle due metà.

Possiamo inoltre guarnire l’uovo a piacere, io ho scelto di utilizzare la pasta di zucchero, di cui più avanti posterò la ricetta.

con il matterello ho steso due piccole porzioni di PDZ rosa e turchese, ottenendone due sfoglie sottili.

Con lo stampo a forma di fiore ho intagliato la sfoglia.

Succesisvamente ho intinto nel cioccolato fuso la parte inferiore  del fiore per posizionarlo sull’uovo.

Con la pasta di zucchero rossa ho invece coppato dei piccoli cerchi, ho arrotolato i dischi ottenendo delle piccole roselline e le ho fissate sulla superficie dell’uovo.

Ho naturalmente intinto le estremità sottostanti di ciascuna rosa nel cioccolato fuso.

Con i colori alimentari : blu, giallo e della polvere di curcuma ho dipinto i fiori e le rose.

Con un pennello piatto ho pennellato l’uovo di cioccolato, coprendone le imperfezioni, simulando così la corteccia di un albero.

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Sappiate che queste uova si rompono con il famoso colpo secco!!!!