PDZ… Niente paura, leggete qui sotto.

Ciao amici!!

Come promesso vi parlo della famosa PDZ!!!! Nient’altro che pasta di zucchero!

Qualche anno fa, nel pieno della moda era un elemento della pasticceria, specie quella creativa, necessario.

Oggi se ne sente parlare meno, anche perchè il suo gusto al palato di un pubblico abituato alla pasticceria tradizionale, risulta stucchevole.

Io la impiego in sottilissime sfoglie e solo in occasioni in cui mi posso sbizzarrire sulla parte estetica senza infrangere alcuna regola della pasticceria tradizionale.

La pasta di zucchero, ha un costo elevato se comprata in supermercato, ma se confezionata in casa noteremo che i costi saranno visibilmente contenuti.

Consideriamo le dosi per mezzo kg :

500 gr di zucchero a velo,

30 gr di acqua,

5 gr di colla di pesce,

50 gr di glucosio.

Coloranti alimentari.

Intanto acquistiamo lo zucchero semolato bianco, inseriamo nel frullatore la dose indicata e via!!!!

Sì, lo zucchero al velo possiamo ottenerlo in casa, senza sforzo ad un costo bassisimo.

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Durante la spesa, avremo reperito la colla di pesce in fogli e un tubetto di glucosio, che al contrario della pasta di zucchero subisce una lavorazione complessa e lunga, per cui servono attrezzi e tempo che non tutti abbiamo, ad esempio è indispensabile il termometro per dolci.

Per i temerari posterò un articolo in cui spiego tutti i passaggi per ottenere un glucosio da Oscar!

Mettiamo in ammollo in acqua fredda la gelatina non più di 5 minuti, altrimenti si sfalderà.

Intanto pesiamo il glucosio e scaldiamo la dose d’acqua per la nostra preparazione. Io mi sono aiutata con il bollitore elettrico.

Una volta che la colla di pesce si sara ammorbidita la strizziamo e la inseriamo nell’acqua mescolando, successivamente inseriamo il glucosio.

Su un piano di legno formiamo una fontana di zucchero al velo e iniziamo ad incorporarlo nel liquido.

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Dopo aver incorporato lo zucchero nel liquido otterremo una massa piuttosto appiccicosa, niente paura grazie all’aiuto del piano in legno, un po’ di umidità verrà assorbita.

Continuando a lavorare l’impasto man mano diventerà sempre più lucido e fine.

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Diatriba tra colori alimentari :

Liquidi?

In crema?

In polvere?

Ognuno di questi ha dei lati positivi e negativi, io personalmente mi trovo davvero bene nel dipingere con i colori liquidi, mi sembra di tornare bambina ripensando a quando utilizzavo gli acquerelli;

Per quanto riguarda i coloranti in crema trovo che siano ideali nel caso in cui la PDZ sia più dura, aiutano ad ammorbidirla. I colori inoltre risultano molto più intensi, ne basta davvero una punta di stuzzicadenti per conferire una bella tinta all’impasto;

I coloranti in polvere invece, possono essere d’aiuto nel caso in cui l’impasto risulti un po’ lento.

Attenzione! Non eccedete nelle dosi, aggiungete poco colorante alla volta e lavorate bene le porzioni di impasto, così potrete raggiungere più facilmente la tonalità di colore che vi piace.

Questa tortina è ispirata alle Ortensie…

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A prestissimo per la ricetta…

Si gusta all’ora del Thè!

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